2011-05-05 Cinzia Araia

Cinzia Araia

di Eleonora Negri
Storia: Cinzia Tommasin, alias Cinzia Araia, l’infanzia la passa osservando il padre, un industriale calzaturiero della Riviera del Brenta, sognando di fare da grande una cosa simile. E fin qui tutto bene. Terminato il Politecnico Calzaturiero di Venezia, si mette subito a fare sul serio. Ed inizia come footwatcher, ovvero comincia a guardare i piedi delle donne in giro per il mondo alla ricerca di tendenze. Incrocia le zeppe delle donne balinesi, i passi veloci delle newyorkesi ( che hanno sempre un paio di scarpe col tacco in borsa per il cocktail della sera) e il design ricercato che avvolge i piedi delle giapponesi. Soddisfatta del suo personalissimo diario di bordo, torna in Italia e nel 2010 esce la prima collezione.
Look: Potrebbe coniare una nuova categoria di scarpe “le strapazzate ma felici”. Cinzia è una specialista nell’arte di scomporre zeppe, tacchi e tomaie. Nella sua collezione P/E 2011 sono presenti scarpe dalle zeppe vertiginose ( ma comode), tomaie che seguono linee aerodinamiche, ma tutte accomunate da due dettagli che contano: artigianalità e leggerezza. Molta attenzione anche alla scala cromatica: solo toni neutri, freddi che sottolineano il design della calzatura.
Il pezzo forte: Il sabot futurista quello in cui la zeppa di legno è un tutt’uno con la tomaia. Un modello dove sono completamente assenti fibbie ed altri accessori.
Ipse dixit: ” Araia è un cognome ispanico. L’ho letto per caso sul campanello di una casa mentre mi trovavo in vacanza ad Ibizia. Mi è piaciuto tantissimo e l’ho fatto subito mio. In fondo mi sento così: una donna con un forte spirito esotico.”
A partire da: A partire da 215 euro fino a 450 euro.
Dove si trova: Da Luisa via Roma, L’Inde le Palais a Bologna, OAK a New York.

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Giovanni Clemente

di Lucia Del Pasqua
Storia: Ci sono quelle persone che se le guardi ti fanno sorridere, qualsiasi sia il tuo mood. Una di “quelle” persone è sicuramente Giovanni Clemente. Sembra brillare di positività lo stilista di Benevento, forse perché, appena ventiquattrenne, vanta già una “tacca” importante, quella della sua partecipazione alla fashion week (23 febbraio – 1 marzo scorso), nel suo percorso di designer. Amante da sempre del disegno, Giovanni ha frequentato l’Accademia Altieri a Roma, al termine della quale, nel 2009, è stato scelto per partecipare al concorso “Riccione Moda Italia”, dove ha vinto un premio parallelo al concorso, “Il filo che unisce”. Seguono: un’esperienza in un’azienda di maglieria vicino Perugia, un’altra nell’ufficio stile di Morfosis, un’azienda nata a Roma nel 2003, un master in fashion e accessory design presso l’Accademia di costume e moda di Roma nel 2010, e la partecipazione al concorso “Next Generation”, promosso dalla Camera della Moda, che vince, con premio annesso (sfilare alla fashion week). E scusate se è poco.
Look: Con un gioco di parole potremmo dire che “non c’è piega che faccia una piega”. Lo stile di Giovanni Clemente è ricercato, nei tessuti, che vanno dai crêpe de chine, ai georgette fino ai mikado, e nei tagli, che seguono delle geometrie ben precise. E’ un look “pret-à-porter”, nel senso più etimologico della parola, ovvero pronto da indossare, ma assolutamente non scontato.
Il pezzo forte: L’abito color bronzo con le spalle semiscoperte, che è ispirato al mond del jazz e degli anni ’20. Realizzato in mikado e organza, è corto e geometrico, con delle applicazioni che si distinguono per il colore nero. Per le più coraggiose, il mini dress è da indossare con le autoreggenti.
Ipse dixit: “Fin da bambino mi piaceva disegnare, mi affascinava il fatto di poter creare qualcosa, fin da piccolo mi sono sempre piaciute le cose belle. Così è venuta la mia passione per la moda”
A partire da: Ancora non c’è una rete commerciale, proprio perchè Giovanni è in fase di start-up.
Dove si trova: Dice Giovanni: “Bisogna trovare le persone giuste, che credano in te. E già è difficile nella vita, figurarsi nel lavoro”. Potete comunque chiedere tutte le informazioni al designer stesso (clementegiovanni@live.it).

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tags: Fashion week
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Francesca Biondi

Storia: A 27 anni, anzi, a quasi 27 anni (lei ci tiene a precisare), Francesca Biondi, tra matite, pantoni e fogli bianchi, ha già nella sua valigietta, una fashion week (quella del 23 febbraio – 1 marzo scorso).
La “colpa” è stata della sua ex collega dell’ufficio stile di Marni che le aveva detto che c’era il concorso “Next Generation”, promosso dalla Camera della Moda, il cui premio finale era sfilare alla fashion week. Francesca ha partecipato e lo ha vinto. Marchigiana, lei è il classico “ caso” di quelle che sanno cosa vogliono fare fin da piccole. Voleva diventare una stilista, infatti ha prima frequentato l’Università di Moda a Urbino e poi è andata a lavorare da Marni (luogo di incontro con la famosa collega), dove dice di aver fatto la “vera” scuola.
Look: Retrò nelle forme e futurista nei tessuti e nelle lavorazioni. Il look è ricercato, a partire dalla materia prima (lane elasticizzate, jersey stampati e accoppiati per dare un effetto neoprene), a cui la designer dedica uno studio accurato, ma anche nelle lavorazioni (come ad esempio la laseratura). Anche sul colore in realtà c’ è una ricerca precisa: Francesca utilizza infatti praticamente quasi sempre il grigio, ma in ben 16 nuance diverse.
Il pezzo forte: Un completo grigio, composto da gonna di una tonalità più chiara e da una maglia di un grigio più scuro, con lavorazioni a laser (fatte in Italia, più precisamente in Abruzzo), effetto pizzo.
Ipse dixit: La cosa che mi affascina di più? La progettazione e lo studio che c’è dentro ogni capo. Assolutamente.
A partire da: Essendo Francesca molto agli inizi, è ancora tutto da decidere.
Dove si trova: Parole della designer: : “Mi sto organizzando!” Nel frattempo, se volete contattarla direttamente, questa è la sua mail: francesca.biondi@gmail.com

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tags: Fashion week, Jersey
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Carta e Costura

di Lucia Del Pasqua

Storia: In origine c’era Alessandra Carta, con il suo bagaglio d’esperienza da scenografa, e la sua “valigia” decennale di lavoro da costumista di cinema, pubblicità e teatro. Il 2006 è l’anno di Carta e Costura, il suo brand, dove Carta è il suo cognome, mentre Costura è la parola che identifica la cucitura a costa in rilievo. L’anno dopo partecipa a “Who is on next” e poi c’è l’incontro. Alessandra stava cercando un modellista (merce rara ormai) ed evidentemente quello che la convinse di più fu Stefano Fornari. La loro passione in comune? Il teatro, dato che Stefano è un attore e si riflette quindi nei drapeggi e nella tendenza sartoriale delle loro creazioni.
Look: Assolutamente attenta. La donna che indossa Carta e Costura non può non mostrare i dettagli di cui si riempie: nei materiali, nei tagli e nelle rifiniture. Curve e geometrie convivono per un look rigoroso e dal sapore squisitamente sartoriale.
Ipse dixit: “La miglior cosa è la semplicità, perchè la moda si sta pulendo, siamo in un periodo di passaggio, e noi seguiamo la tendenza”.
Pezzo forte : Il preferito di Stefano Fornari è un cappottino nero corto semplicissimo in panno di lana, dai tagli asimmetrici.
A partire da: Per gli abiti si va dai 120 ai 200 euro, per i capispalla invece dai 500 ai 1000–1500.
Dove si trova: In Italia da Penelope a Brescia, Tad a Roma, mentre a Como le creazioni Carta e Costura si trovano da Tessabit

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tags: Lana
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2011-02-16 Ozona

Ozona

di Lucia Del Pasqua
Storia: Meglio vedere il mondo da un bel punto di vista, che da uno qualsiasi. “Dal Vangelo secondo Sandro Gonnella”. Il designer perugino di Ozona, ce l’ha sempre avuto il trip degli occhiali, fino a quando arrivò il “giorno del destino”. Sandro era allo IED quando vide una sagoma in polistirolo che vagamente ricordava un occhiale, la raccolse, realizzò delle aste in polistirolo, incollò due foglietti di gelatina colorata, utilizzata in illuminotecnica per i faretti colorati, ed ecco il suo primo occhiale. Dopo pochi giorni fu scelto dalla Marcolin, e due anni più tardi nasceva il suo brand, Ozona.
Look: Sandro Gonnella afferma che i suoi occhiali sono per tutti coloro che amano il bello, che hanno un’età compresa tra il 16 agli 80 anni, e che non hanno intenzione di indossare un brand, ma la loro personale montatura. Non a caso ogni occhiale Ozona è artigianale.
Ipse dixit: “Sono un artigiano del futuro. Lime e carta smeriglio convivono pacificamente con computer e mouse”.
Pezzo forte : Un occhiale realizzato per Alta Roma con una montatura in argento e legno di quercia su acetato.
A partire da: I prezzi vanno da 187 a 450 euro per poi salire, per i sartoriali che richiedono particolari progettazioni.
Dove si trova: Da Roma a Tirana, Italia e oltre, per l’elenco dei punti vendita fate click sul sito di Ozona.

Pezzo unico per Alta Roma
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tags: occhiali, Argento
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2011-02-09 Babbu

Babbu

di Lucia Del Pasqua

Storia: Dice che uno dei regali più belli che abbia mai ricevuto è la Maglieria Magica di Barbie, che adesso utilizza per fare abitini per le sue gatte. Evidentemente è da lì che Cristina Onofri, stilista di Babbu, ha cominciato a creare. Cristina disegna fin da bambina, quando chiedeva a sua mamma che lavorava i filati, di realizzarle gli abiti che lei stessa progettava. Mai frequentate scuole di moda, il mestiere glie lo ha insegnato proprio la mamma. E anche bene, dato che nel 2007 ha vinto il concorso della fiera di moda ‘Who’s Next’ di Parigi per stilisti emergenti.
Look: For ironic girls only! Anche perchè ci vuole una certa ironia nel portare dei maxi fiocchi fuxia in testa o maglie tempestate di cuoricini. Cristina Onofri dice che le sue creazioni, principalmente in maglieria, tutte made in Italy e realizzate artigianalmente, sono per le ragazze dai 20 ai 60 anni, divertenti e dall’animo romantico.
Pezzo forte: I Pullovers for Lovers, due cardigan, uno per lei e uno per lui, perfetti per San Valentino. Interamente fatti a mano, in mohair 100%, hanno due nomi ricamati (sulla parte del cuore, ovviamente) di due innamorati storici: Tarzan e Jane. Per un outfit divertente la sera del 14 febbraio.
Ipse dixit: “E’ più il tempo che la Vergine impiega a decidere cosa fare, che quello in cui fa qualcosa”(che è una frase tratta da un libricino sul segno zodiacale di Cristina che suo padre le regalò a 8 anni, che la spinse agire onde evitare di ritrovarsi a non concretizzare i suoi sogni, che poi effettivamente si sono avverati).
A partire da: 12— 25 euro per gli accessori per capelli, e da 70 a 400 euro per l’abbigliamento.
Dove si trova: I capi Babbu si trovano principalmente nello shop online www.babbu.it, ed in vari negozi italiani e stranieri.

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tags: Capelli, Cardigan, Outfit, Parigi
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Antonio Piccirilli

di Lucia Del Pasqua

Storia: La mamma di Antonio Piccirilli che cuce nel suo trullo, mentre lui la osserva. Poi c’è lui che si compra i vestiti ai mercatini per poi farseli “customizzare” dalla mamma. Effettivamente sembra un pò un film, anche se in realtà è proprio così che si è innescata nel cuore di Antonio la passione per i tessuti, per la moda. Fino a quando un giorno un buyer barese notò che in lui c’era un talento e gli offrì un viaggio a Milano, dove decise di iscriversi allo IED (e il film va avanti). Lì conobbe un docente, che era un noto art Director, e lo fece venire a lavorare da lui. Finita la parentesi IED, per il giovane designer fu la volta di Antonio Marras, Sardegna. E after Sardegna ancora Milano, dove Antonio comincia a fare consulenze per vari brand, fino all’idea di un paio d’anni fa di far nascere il proprio brand: Antonio Piccirilli ( to be continued…).
Look: Romantica, retrò, poetica e nostalgica: è il ritratto della donna nel suo essere fragile. Che sta attenta alla sartorialità dei capi e ai materiali, piuttosto che alla qualità dei tessuti e della manifattura. Dato che Antonio sta lavorando ad un progetto con il cachemire, in cui niente verrà cucito, ma solo magliato ( “dalla Pina, dalla Gina”, parole sue) siamo curiose di vedere quale sarà anche il “look maglieria”.
Pezzo forte: E’ un ibrido di tre mondi diversi: un cappotto in denim pettinato imbottito
formato da un pantalone da uomo sul davanti e una gonna a ruota sul retro.
Ipse dixit: “Senza sperimentazione, non si può ottenere una grande materia”
A partire da: Si va dai 400 ai 1000 euro.
Dove si trova: Per informazioni mandate una mail a: antonio@antoniopiccirilli.com

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tags: Antonio Marras, Cappotto, Gonna a ruota, Pantaloni
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Marco Santaniello

di Lucia Del Pasqua
STORIA: E pensare che Marco Santaniello fino a pochi anni fa era uno che pensava solo al calcio e alle ragazze e che se lo mettevi davanti ad una rivista di moda se la immaginava rosa (Gazzetta)! La svolta, nel 2003: vuoi il periodo universitario a Perugia, vuoi il suo momento – P.R. nelle discoteche, Marco ha cominciato a guardarsi intorno e a vedere gli “involucri” delle persone, e, parole sue, a sviluppare una “reazione fashionistica”. Un inizio da blogger e un proseguo da designer autodidatta, perchè Marco ha frequentato solo un corso di Cool Hunting al Polimoda di Firenze (alle scuole di moda, specie in Italia, ci crede poco). Ad oggi Marco Santaniello, calabrese d’origine, è designer di magliette (T-shirt e T-skirt) e leggings, blogger per il sito di Max Mara, Digital Pop Artist (i suoi ritratti stanno circolando sui blog più top), si occupa di viral marketing, continua a fare il P.R. e si sta lanciando nel design. Poco?
LOOK: Marco says: “Il look è new pop absolutely underground”. Sicuramente chi indossa le creazioni di Santaniello deve essere dotato di ironia. Anche perché ci vuole un certo sorrisetto per indossare una maglia con su scritto” Nice to eat you” o “Peach and Love” o una T-skirt (una T-shirt indossata come pantalone) con impresso la faccia di Lupo Alberto.
PEZZO FORTE: La T-skirt, che come anticipato sopra è una T-shirt che si indossa come se fosse un pantalone, quindi da sotto; le gambe vanno inserite nelle aperture dedicate usualmente alle braccia, mentre l’apertura , inizialmente destinata al capo, è chiusa con bottoni, o zip o velcro.
IPSE DIXIT: “Ciao!” (esclamazione per dire che una cosa è top)
A PARTIRE DA: Le T-skirts costano 35 euro circa, mentre le T-shirts oversize (su richiesta) 45. I ritratti Pop personalizzati hanno un prezzo di partenza di 300 euro a salire.
DOVE SI TROVA: Viva lo shopping online! Dato che le creazioni di Marco Santaniello si possono visionare nel suo sito, sulla sua pagina fans di facebook e sulla pagina (sempre di facebook) T-SKIRT’S SUPPORTER GROUP. Per acquistare qualsiasi cosa basta mandare una mail all’indirizzo info@marcosantaniello.com .

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tags: Shopping, T-shirt
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